lunedì 31 maggio 2010

I colori della bugia.

Il falso testimone non rimarrà impunito, chi spaccia menzogne non avrà scampo (Proverbi 19:5).

Leggendo il verso in epigrafe molti potrebbero pensare che pur avendo proferito delle menzogne l’hanno fatta franca svariate volte. E una persona onesta pensa magari la medesima cosa in merito a queste persone. Eppure il verso afferma l’opposto.
Con il termine menzogna s’intende l’attestazione cosciente di una falsità. Dio proibì questo comportamento sin dalla promulgazione della Sua legge: Non attestare il falso contro il tuo prossimo (Esodo 20:16). La violazione del citato comandamento comporta la trasgressione del secondo precetto di Cristo cui abbiamo fatto riferimento diverse volte, anche san Paolo lo rammentò: poiché tutta la legge è adempiuta in quest'unica parola: Ama il tuo prossimo come te stesso (Galati 5:14). Comprendiamo che è peccato proferire una menzogna, e dato che il peccato conduce alla morte, dobbiamo stare molto attenti a ciò che esce dalla nostra bocca.
La maggioranza delle persone compie una distinzione tra le bugie nel senso comune del termine e le menzogne a fin di bene, pensando che quest’ultime non siano dei peccati dinanzi agli occhi di Dio. Tuttavia la Bibbia non fa una simile distinzione, anzi, insegna tutt’altro. È oltretutto scandaloso che quest’aspetto sia molto diffuso tra coloro che si definiscono cristiani.
Nella società la verità è divenuta quasi irriconoscibile, poiché amalgamata con la falsità. Alterare una realtà allo scopo d’ingannare e indurre a fare credere al prossimo qualcosa di diverso, corrisponde a una menzogna. Il detto le bugie hanno le gambe corte è spesso riscontrabile nella quotidianità. Oltre ad avere le gambe corte, le menzogne fomentano problemi e di conseguenza indurranno all'innesto di altre bugie, così da determinare un circolo vizioso.
La carriera del celebre soppiantatore (infatti, tale è il significato del patriarca) biblico, Giacobbe, iniziò proprio con una menzogna: Giacobbe disse a suo padre: "Sono Esaú, il tuo primogenito. Ho fatto come tu mi hai detto. Alzati, ti prego, mettiti a sedere e mangia la mia selvaggina, perché tu mi benedica". Isacco disse a suo figlio: "Come hai fatto a trovarne cosí presto, figlio mio?" E quello rispose: "Perché il SIGNORE, il tuo Dio, l'ha fatta venire sulla mia via". Allora Isacco disse a Giacobbe: "Avvicínati, figlio mio, e lascia che io ti tasti, per sapere se sei proprio mio figlio Esaú, o no". Giacobbe s'avvicinò a suo padre Isacco; e, come questi lo ebbe tastato, disse: "La voce è la voce di Giacobbe, ma le mani sono le mani d'Esaú". Non lo riconobbe, perché le sue mani erano pelose come le mani di suo fratello Esaú, e lo benedisse. Disse: "Tu sei proprio mio figlio Esaú?" Egli rispose: "Sí". E Isacco gli disse: "Portami da mangiare la selvaggina di mio figlio, e io ti benedirò". Giacobbe gliene serví, e Isacco mangiò. Giacobbe gli portò anche del vino, ed egli bevve. Poi suo padre Isacco gli disse: "Ora avvicínati e baciami, figlio mio". Egli s'avvicinò e lo baciò. E Isacco sentí l'odore dei vestiti, e lo benedisse dicendo: "Ecco, l'odore di mio figlio è come l'odore di un campo, che il SIGNORE ha benedetto (Genesi 27:19-27). A seguito di quest’inganno Giacobbe dovette fuggire lontano dalla propria casa, lavorare duramente, ed essere a sua volta ingannato prima di poter tornare nella propria terra natale.
Come accennato, la maggioranza delle persone pensa che le cosiddette bugie bianche (dette così perché a fin di bene e quindi non comportano un danneggiamento altrui) siano proferibili, ma queste menzogne sono legate a una visuale umana, poiché che cosa è buono o cattivo? La violazione di una legge divina è buono? L’unica cosa che il Creatore definì buono fu il creato, cui aggiunse l’avverbio molto con riferimento all’uomo. Pertanto il Creatore creò il mondo privo di menzogna. La menzogna fu introdotta nel mondo da colui il quale è il padre della menzogna, ossia, l’essere da cui ebbe origine la menzogna, Cristo lo evidenziò in un’occasione ai Giudei: Voi siete figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna (Giovanni 8:44).
La menzogna s’insinua nella vita nel credente travestita da un abito d’innocuità, così come accadde per i nostri progenitori, presentandocela, appunto, come qualcosa d’innocuo. Proferire menzogne o alterare la verità con delle falsità, ci rende simili a Satana, e quindi ci allontana dal nostro Creatore. Purtroppo i cristiani tollerano ormai le menzogne a un punto tale da non considerarle più dei peccati. Una bugia bianca rimane una menzogna, e come tale è un peccato, anche se si cerca d’abbellirla e diversificarla con un aggettivo (bianca). Un vero credente dovrebbe invece bandire ogni menzogna: Perciò, bandita la menzogna, ognuno dica la verità al suo prossimo perché siamo membra gli uni degli altri (Efesini 4:25).
Cristo è la Verità e come tale ogni credente (nato di nuovo) dovrebbe sforzarsi di proferire unicamente la verità: Il giusto odia la menzogna, ma l'empio getta sugli altri discredito e vergogna (Proverbi 13:5). Dalla bocca di Cristo uscì soltanto la verità, medesimamente ogni credente dovrebbe possedere tale caratteristica. Nel regno dei cieli non c’è posto per i bugiardi, poiché: Le labbra bugiarde sono un abominio per il SIGNORE, ma quelli che agiscono con sincerità gli sono graditi (Proverbi 12:22) - Chi agisce con inganno non abiterà nella mia casa; chi dice menzogne non potrà restare davanti ai miei occhi (Salmo 101:7). Pertanto, un cristiano che dichiara d’aver conosciuto il Signore ma che comunque proferisce delle menzogne, violando la legge di Dio, non fa altro che dimostrare l’opposto: Chi dice: "Io l'ho conosciuto", e non osserva i suoi comandamenti, è bugiardo e la verità non è in lui; (I Giovanni 2:4).
Un cristiano dovrebbe ricordare cosa accadde a due coniugi vissuti all’epoca della chiesa apostolica: Ma un uomo di nome Anania, con Saffira sua moglie, vendette una proprietà,e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e, un'altra parte, la consegnò, deponendola ai piedi degli apostoli. Ma Pietro disse: "Anania, perché Satana ha cosí riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere? Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio"Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono queste cose. I giovani, alzatisi, ne avvolsero il corpo e, portatolo fuori, lo seppellirono. Circa tre ore dopo, sua moglie, non sapendo ciò che era accaduto, entrò. E Pietro, rivolgendosi a lei: "Dimmi", le disse, "avete venduto il podere per tanto?" Ed ella rispose: "Sí, per tanto". Allora Pietro le disse: "Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te". Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi e spirò. I giovani, entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono accanto a suo marito (Atti 5:1-10).
Qual è la lezione che possiamo trarre da questo passo? Innanzitutto che la bugia non è poi qualcosa di così innocuo. Il passo dimostra certamente che il salario del peccato (in questo caso la bugia) è la morte. Ma i credenti hanno qualcos’altro da imparare. Pietro disse che Anania e Saffira avevano mentito allo Spirito Santo, però, è interessante notare che il loro interlocutore era Pietro e non Dio. E allora perché affermare che essi avevano mentito allo Spirito Santo se l’interlocutore era Pietro? Beh, credo che Anania e Saffira conoscevano il verso di cui in epigrafe, e magari lo Spirito Santo l’avrà richiamato alle loro menti prima che essi rispondessero a Pietro. E sicuramente conoscevano anche il verso del seguente Salmo: Oggi, se udite la sua voce, non indurite il vostro cuore come a Meribà, come nel giorno di Massa nel deserto, (Salmi 95:8). È evidente che possiamo resistere alla voce di Dio non credendo a quanto ci sta comunicando o restando indifferenti alle parole, ma ciò non ci esimerà dalle conseguenze del peccato. In poche parole questo passo comunica e dimostra che chi spaccia menzogne non avrà scampo. Semplice, immediatamente o dopo alcuni anni, non si può sfuggire al giudizio di Dio, tutto qui.
Non illudiamoci, i bugiardi non potranno giustificarsi dinanzi a Dio affermando che le loro menzogne erano soltanto bugie bianche. Una bugia rimane una bugia indipendentemente dal suo “colore”, e, quindi, ciò comporta la violazione della legge di Dio. Amare la bugia significa perseverare in essa, ritenendola non peccaminosa, ma la parola di Dio è molto chiara in merito, e afferma negli ultimi versi della Bibbia: Fuori i cani, gli stregoni, i fornicatori, gli omicidi, gli idolatri e chiunque ama e pratica la menzogna (Apocalisse 22:15). Però, se oggi qualcuno riconosce, d’essere manchevole in quest’aspetto, si rivolga a Dio, poiché: Se confessiamo i nostri peccati, egli è fedele e giusto da perdonarci i peccati e purificarci da ogni iniquità (I Giovanni 1:9).
Dio ci benedica!

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