domenica 25 gennaio 2009

La Parola è mediatrice

Essa era nel principio con Dio (Giovanni 1:2).

La Parola era nel principio con Dio. E oggi dove è? La Parola, nella persona di Cristo Gesù, è attualmente alla destra del Padre e intercede per noi (Romani 8:34)! Egli è tornato, dove risiedeva nel principio, con Dio, poiché è Dio. E’ lì, e sta pregando anche per te! Quindi, è tornato tutto come prima? No, oggi Egli ha un corpo che mostra i segni del Suo sacrificio, il quale ci permette d’accedere al Padre. Prima della venuta di Cristo non c’era modo d’accostarsi al Padre se non altro per mezzo di riti sacrificali. Oggi non abbiamo bisogno di nulla, soltanto la fede, ossia, credere in quel sacrificio che Egli compì. Né necessitiamo d’altri mediatori, perché egli è l’unico con quest'ufficio: Infatti c'è un solo Dio e anche un solo mediatore fra Dio e gli uomini, Cristo Gesú uomo, (I Timoteo 2:5). Notiamo che non c’è altro intermediario all’infuori di Lui. Cristo è l’unico uomo che possiede e possedeva le caratteristiche per ricoprire questa carica. Infatti, condusse una vita senza peccato. Se non fosse stato così, il sacrificio non sarebbe stato gradito a Dio (Padre). Qual è la prova di quest’affermazione? La risurrezione! Il Padre non l'avrebbe risuscitato donandogli un nuovo corpo incorruttibile.
La differenza consiste, quindi, nel fatto che ora la Parola, la quale nel principio era con Dio, possiede un corpo umano. Molti credono che ci furono altri uomini, i quali nella loro vita, dopo essere morti, abbiano raggiunto la carica di intercessori, cioè, di “santi”. Questo però non corrisponde a quanto ci trasmette il messaggio biblico. Nemmeno per la madre di Gesù? No, anche se spesso è definita l’“immacolata” e come tale co-rendentrice. L’unica volta che rinveniamo nel testo greco il termine ”immacolato” (amiantos) in riferimento a un uomo, ciò è attribuito alla persona di Gesù (Ebrei 7:26). Ma perché doveva essere un uomo? È scritto nell’epistola ai Romani: Infatti, come per la disubbidienza di un solo uomo i molti sono stati resi peccatori, così anche per l'ubbidienza di uno solo, i molti saranno costituiti giusti (Romani 5:19). C’è, inoltre, un ulteriore motivo. Infatti, chi all’infuori di un uomo può comprendere meglio un suo simile? Cristo essendo un essere umano riesce perfettamente a simpatizzare con le nostre debolezze (Ebrei 4:15). Non è che Dio come tale non sia in grado di farlo, Egli ci ha soltanto escluso così la possibilità d’accusarlo d’incomprensione. Questo ci dovrebbe consolare, perché abbiamo un essere umano (unico Essere degno e all’altezza) pronto a presentarci al cospetto dell’unico Creatore e Padre celeste. Contrariamente (nella necessità d’altri intermediatori) il sacrificio di Cristo sarebbe stato insufficiente. Egli, però, sulla croce esclamò, “è compiuto”, non serve altro. Spero avrete compreso perché Egli tornò ove fu nel principio, ossia, con Dio. Ciò significa che ci ha abbandonati? No, poiché Egli disse: "… io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente". E come se è con Dio (Padre)? Per mezzo del Suo Spirito! Egli c’è lo svelò prima d’ascendere al cielo: Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; (Giovanni 15:26). Possiamo notare che l’opera di Cristo continua tuttora, nonostante Egli sia con il Padre. In conclusione, siamo in grado d’asserire che nel principio la Parola era con Dio, e anche alla nostra fine sarà lì, ad attenderci! Dobbiamo soltanto chiederci, lo incontrerò come Salvatore o come Giudice? Se desideri rispondere a questa domanda, inizia a specchiarti nella Sua parola!

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